Il consigliere regionale denuncia il blocco delle consegne: “La prevenzione non può fermarsi per ritardi organizzativi”
Le farmacie di Avellino e Benevento non riescono ancora a garantire il servizio di vaccinazione a causa del mancato arrivo delle dosi. A sollevare il caso è il consigliere regionale Enzo Alaia, capogruppo di Casa Riformista – Noi Di Centro, che chiede spiegazioni ai vertici delle due ASL. «La Regione Campania corre sul terreno della prevenzione, ma le ASL di Avellino e Benevento restano immobili», afferma Alaia, denunciando una situazione che, secondo il consigliere, impedirebbe alle farmacie territoriali di offrire un servizio sanitario fondamentale.
Il nodo delle forniture
Secondo quanto evidenziato nella nota, le dosi vaccinali sarebbero state regolarmente distribuite ai medici di medicina generale, mentre il canale delle farmacie convenzionate sarebbe rimasto fermo. Una situazione che, secondo Alaia, limita l’accesso dei cittadini alla prevenzione attraverso una rete capillare presente soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne. «Quali impedimenti amministrativi, organizzativi o distributivi stanno bloccando la fornitura delle dosi? – chiede il consigliere regionale –. Le ASL devono spiegare le ragioni della mancata attivazione, chiarire le responsabilità e indicare tempi certi per la consegna dei vaccini».
“Penalizzate le fasce più fragili”
Alaia sottolinea come il problema riguardi soprattutto anziani, persone fragili e cittadini residenti nelle aree più lontane dai grandi presidi sanitari. «In territori come Irpinia e Sannio, dove esistono difficoltà legate alla distanza dagli ospedali e alla carenza di medici di base, le farmacie rappresentano un presidio fondamentale di prossimità», spiega. Secondo il consigliere, il mancato coinvolgimento delle farmacie rischia quindi di ridurre le possibilità di accesso alle vaccinazioni per una parte della popolazione.
Il caso del vaccino HPV
Tra i temi sollevati c’è anche la prevenzione contro il Papillomavirus (HPV). «Il vaccino HPV non riguarda soltanto le donne, ma protegge entrambi i sessi da infezioni e forme tumorali importanti», ricorda Alaia, evidenziando come la rete delle farmacie potrebbe favorire una maggiore adesione alla campagna vaccinale, soprattutto tra giovani e adulti meno raggiunti dai canali tradizionali.
La richiesta di sblocco
La questione riguarda l’attuazione della Delibera regionale n. 355 del 9 luglio 2026, adottata con Federfarma Campania e Assofarm Campania, che punta a rafforzare il ruolo delle farmacie nella prevenzione attraverso vaccinazioni e screening. Secondo Alaia, il rischio è che questo modello rimanga incompiuto in Irpinia e nel Sannio se non verranno superati rapidamente gli ostacoli organizzativi. Il consigliere richiama inoltre l’attenzione sul mancato avvio, da parte dell’ASL di Avellino, degli screening oncologici attraverso la rete delle farmacie, in particolare quello per il tumore del colon-retto. «La prevenzione non può essere rimandata per ritardi aziendali. I cittadini irpini e sanniti non possono essere penalizzati dal luogo in cui vivono», conclude Alaia, chiedendo lo sblocco immediato delle forniture e la piena operatività dei servizi sanitari in farmacia.

