Il carovita, il costo dell’istruzione e le difficoltà dei trasporti sono al centro delle mobilitazioni che interessano il Sannio e l’Irpinia. Gli studenti chiedono maggiori investimenti nella scuola pubblica, servizi efficienti e risposte concrete alle difficoltà che incidono quotidianamente sul diritto allo studio.
A Benevento, oggi, giovedì 22 ottobre, la mobilitazione contro il carovita coinvolge studenti e manifestanti riuniti ai piedi del Palazzo del Governo, sede della Prefettura, nell’ambito dell’iniziativa promossa dall’Unione sindacale di base (USB).
La protesta si inserisce in una giornata di mobilitazione che richiama l’attenzione anche sulle conseguenze del caro carburanti e sulle difficoltà che interessano il comparto dell’autotrasporto. Tra le rivendicazioni degli studenti spiccano la richiesta di maggiori risorse per l’istruzione e la contestazione delle spese militari, sintetizzate dagli slogan «Soldi alla scuola, non alla guerra» e «Le vostre scelte rovinano il nostro futuro».
In Irpinia, la mobilitazione studentesca ha già portato in piazza circa 400 ragazzi venerdì 16 ottobre. Il corteo, promosso dal Collettivo studentesco irpino e dai Giovani comunisti, ha attraversato Avellino fino a raggiungere piazza Libertà.
Gli studenti hanno denunciato le criticità degli edifici scolastici, il costo elevato dei libri di testo e le carenze del trasporto pubblico, particolarmente pesanti per chi proviene dai comuni delle aree interne.
Durante la mobilitazione è stato presentato un dossier sulle condizioni degli istituti della provincia, con segnalazioni relative alla sicurezza delle strutture, ai collegamenti e alle difficoltà affrontate quotidianamente dagli studenti pendolari.
La protesta avrà un nuovo appuntamento venerdì 23 ottobre, alle ore 9, in piazza Libertà, con la manifestazione annunciata sotto lo slogan «Basta carovita!». Gli organizzatori intendono riportare al centro del confronto la precarietà, il caro carburanti, le condizioni delle scuole e la necessità di trasporti adeguati.
Le iniziative di Benevento e Avellino mettono in evidenza problematiche che incidono direttamente sulla vita degli studenti: spese scolastiche sempre più gravose, difficoltà negli spostamenti e strutture che necessitano di interventi.
A pesare maggiormente sono le condizioni degli studenti pendolari, soprattutto nelle aree interne, dove la carenza di collegamenti può rendere complicato raggiungere regolarmente le lezioni.
Le richieste riguardano quindi non soltanto il contenimento dei costi, ma anche investimenti nell’edilizia scolastica, potenziamento del trasporto pubblico, libri accessibili e servizi capaci di garantire pari opportunità formative.
Dal Sannio all’Irpinia, gli studenti chiedono che le loro istanze vengano ascoltate e tradotte in interventi concreti. Le mobilitazioni riportano al centro il ruolo della scuola pubblica come strumento di crescita, inclusione e contrasto alle disuguaglianze sociali.
Investire nell’istruzione significa investire nel futuro delle nuove generazioni. È il messaggio che accompagna le proteste e che richiama le istituzioni alla necessità di garantire scuole sicure, trasporti efficienti e condizioni economiche che consentano a tutti di studiare senza essere penalizzati dalla propria situazione familiare.

