La vicenda della mensa scolastica a Benevento torna al centro delle polemiche. A sollevare la questione è Benevento Partecipa, che denuncia le difficoltà vissute da alcune famiglie dopo i ritardi nell’avvio del servizio di refezione. «Tre bambini seduti nel bagagliaio di un’automobile, davanti alla scuola, mentre consumano il pranzo preparato a casa. È questa l’immagine che racconta meglio di qualsiasi dichiarazione il fallimento della mensa scolastica a Benevento», afferma Angela Tretola, presidente dell’associazione. Secondo Benevento Partecipa, la situazione riguarderebbe alcuni alunni della scuola primaria Sant’Angelo a Sasso, costretti a organizzarsi autonomamente per il pranzo in attesa della piena regolarizzazione del servizio.
«Siamo nel 2026 e in una città capoluogo di provincia i genitori devono lasciare il lavoro, andare a prendere i figli, farli pranzare e poi riportarli a scuola per permettere loro di continuare le lezioni», prosegue Tretola. Nel mirino dell’associazione finisce innanzitutto la gestione della refezione scolastica da parte del Comune. «L’amministrazione comunale ha fallito nella programmazione e nell’organizzazione del servizio, nonostante le criticità fossero state segnalate per tempo dalle famiglie. Dopo mesi disponibili per preparare l’avvio della mensa, oggi si continua a ricorrere a soluzioni provvisorie».
Benevento Partecipa sottolinea però che le responsabilità, a suo avviso, non riguarderebbero soltanto Palazzo Mosti. L’associazione richiama anche il ruolo delle istituzioni scolastiche, contestando la mancata apertura alla possibilità di consumare a scuola il pasto portato da casa.«Le famiglie hanno segnalato un atteggiamento di chiusura rispetto al pasto domestico, almeno fino alla completa normalizzazione del servizio. Una rigidità che finisce per aumentare i disagi».
Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda, sempre secondo l’associazione, alcuni bambini che necessitano di pasti speciali e che non avrebbero potuto usufruire della refezione. «Una circostanza grave che richiede chiarimenti immediati», sottolinea Benevento Partecipa. L’associazione invita quindi le istituzioni coinvolte a un confronto urgente per individuare una soluzione definitiva. «Non si possono continuare a scaricare responsabilità. Chi ricopre un ruolo pubblico deve trovare risposte concrete ai problemi dei cittadini». Benevento Partecipa ribadisce inoltre il sostegno alle famiglie che da settimane chiedono interventi e annuncia la disponibilità ad affiancarle anche in eventuali iniziative a tutela dei diritti dei bambini. Infine, l’appello viene rivolto anche al Prefetto di Benevento Raffaela Moscarella, affinché favorisca un tavolo di confronto tra tutte le parti coinvolte. «Perché nel 2026, a Benevento, una situazione come questa non può essere considerata normale», conclude la nota.

