4 ottobre 2026 ore 16:00, Palazzo Reale (Sala Sciurella)
A pochissimi giorni dall’uscita in libreria, arriva la prima presentazione assoluta di Storie Miaoledette, la nuova raccolta di racconti di Giulio Guarino edita da Graus Edizioni.
L’appuntamento, ospitato nella cornice del Campania Libri Festival a Palazzo Reale, vedrà l’autore dialogare con Simone Panetti, che ha curato la postfazione del volume. Classe 1995, Panetti si è affermato dal 2019 come una delle figure più originali e riconoscibili del panorama digitale italiano, costruendo una solida fan base tra Instagram e Twitch e sviluppando un percorso artistico che spazia dalla comunicazione alla musica. Il suo sguardo sulle nuove generazioni e il suo linguaggio diretto, ironico e personale si incontreranno con la scrittura di Guarino, in un dialogo che mette al centro i temi e i racconti di Storie Miaoledette. L’iniziativa gode del sostegno di Mentoring for 4.
Ad aprire la raccolta è la prefazione firmata da Federico Cesari, tra gli attori più amati della sua generazione, volto di Martino Rametta nella serie Skam Italia e di Daniele Cenni nella serie Netflix Tutto chiede salvezza. Una firma che conferma la sensibilità del libro verso i temi dell’identità, della fragilità e dell’incomunicabilità tra generazioni.
Storie miaoledette è una raccolta di racconti in cui i gatti, reali o metafisici, diventano il prisma attraverso cui osservare le crepe emotive degli esseri umani. In una città svuotata dalla “guerra dei funghi”, una gatta di casa impara a sopravvivere aspettando il ritorno del soldato perduto; su un’isola-miniera una colonia di randagi organizza la propria resistenza sotto lo sguardo cinico degli umani; nella stiva di una nave da guerra, una creatura extraterrestre dalle sembianze feline scopre l’affetto attraverso una bambina che lo scambia per il suo cucciolo perduto. Il gatto diventa così totem della fragilità bipede: pianisti, star decadute, ragazze in difficoltà, creature mitiche incastrate in piccolissime paure si affidano al baffuto animaletto per superare i limiti della morale e della malinconia. Il miao, lingua di preghiera e maledizione, si codifica come linguaggio alternativo del trauma e della tenerezza.
Giulio Guarino è scrittore e sceneggiatore, cresciuto alla scuola di maestri come Ruggero Deodato e Giovanni Lombardo Radice e temprato da un percorso professionale versatile: da assistente casting alla direzione artistica teatrale di importanti produzioni, fino alla collaborazione con i docenti di recitazione del Centro Sperimentale di Cinematografia. Nei suoi testi indaga il confronto tra vecchie e nuove generazioni esaminando le debolezze, le manie e i punti di forza di ogni categoria generazionale. Altro argomento è la “diversità sociale” come cifra di unicità per ognuno di noi ma che la società troppo spesso giudica ed etichetta. Scrive con l’ambizione di crescere ogni giorno in questo mestiere e di lasciarvi un segno utile, trasmettendo a chi legge la propria passione.



