Addio al maestro Giovanni Spiniello: l’Irpinia piange l’artista, scultore e custode delle radici territoriali

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Si è spento questa mattina all’ospedale Moscati di Avellino, all’età di 82 anni, il maestro Giovanni Spiniello. Il noto pittore, scultore, incisore e ceramista irpino è deceduto a causa di complicanze polmonari. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile nel panorama culturale campano e nazionale, privando la comunità locale di una figura di straordinario spessore umano e intellettuale, che ha saputo raccontare per decenni l’identità, il dopoterremoto, le lotte ambientali e la memoria contadina della sua terra.

Nato a Grottolella il 5 marzo 1944 e diplomatosi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, Spiniello ha affiancato alla produzione artistica l’attività didattica come docente di disegno dal vero ed educazione visiva all’Istituto Statale d’Arte di Avellino. La sua carriera conobbe una svolta giovanissima nel 1968 quando, a soli 24 anni, venne notato da Giorgio Trentin e selezionato per la Biennale di Venezia grazie alla tecnica innovativa della “fossilizzazione oggettuale”, per poi partecipare nel 1975 alla Quadriennale di Roma ed essere inserito nel 1978 nel catalogo Bolaffi dal critico Enrico Crispolti. Dal suo storico laboratorio nel cuore del centro storico di Avellino, in piazza Duomo, ha dato vita a sculture in bronzo, carte pressate e monumentali tele distribuite in collezioni pubbliche e private in tutta Italia.

L’Amministrazione comunale di Grottolella ha espresso profondo dolore attraverso le parole del sindaco Antonio Spiniello, che ha ricordato il maestro come un figlio illustre capace di trasformare le proprie radici in un linguaggio universale. Alle condoglianze ufficiali si è unita l’assessore alla Cultura Marianna Morante, ribadendo l’impegno morale della comunità a custodire il Museo a cielo aperto e il laboratorio di scultura lasciati in eredità dall’artista nel suo paese natale.

Unanime il cordoglio giunto dalle istituzioni del capoluogo irpino. Il sindaco di Avellino, Nello Pizza, ha reso omaggio al rigore morale, alla discrezione e alla devozione verso la città dimostrate da Spiniello in tutta la sua vita, mentre l’assessore alla Cultura Luca Cipriano ne ha sottolineato il ruolo di divulgatore infaticabile, capace di coinvolgere intere generazioni attraverso le sue piazze dell’arte e gli happening per i più piccoli.

Accorato anche il ricordo personale espresso dalla consigliera di minoranza Laura Nargi, la quale ha richiamato l’impegno civile dell’artista nella denuncia dell’indifferenza ambientale — al centro della mostra “La Terra è stanca” — e ha svelato il legame simbolico con la “Nuvola di fumo” raffigurata sul telone della Dogana di Avellino. Di fronte al profondo vuoto lasciato dalla sua scomparsa, da più parti della comunità politica e civile, compreso il Movimento 5 Stelle con la rappresentante Sara Spiniello, si è sollevato l’appello affinché le istituzioni intitolino presto un luogo tangibile della città all’operaio dell’arte che ha dedicato l’intera esistenza a raccontare e difendere la propria terra.

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