Giornata decisiva per il processo sui furti d’auto commessi tra Montoro e Forino. Alle 12 inizieranno le discussioni dei difensori dei cinque imputati. Al termine degli interventi il giudice si ritirerà in camera di consiglio. La sentenza potrebbe arrivare già nel pomeriggio.
Nella precedente udienza il pubblico ministero Chiara Guerriero ha chiesto complessivamente 18 anni e 6 mesi di reclusione. La richiesta più pesante riguarda V.D.P., ventenne di Fisciano. Per lui la Procura ha chiesto 4 anni e 6 mesi di carcere. Per M.P., residente a Terzigno, il pm ha chiesto 4 anni di reclusione. La Procura ha inoltre domandato 3 anni e 6 mesi per T.F. di Fisciano. Per S.D.C. di Montoro la richiesta è di 3 anni. Stessa pena richiesta per T.D., anche lui di Montoro.
La Procura di Avellino aveva ottenuto il giudizio immediato per i cinque imputati. Tutti erano stati raggiunti da misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta.
Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe organizzato una serie di furti di autovetture tra l’Irpinia e il Salernitano. L’accusa principale è quella di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio.
L’inchiesta contesta furti aggravati, tentati e consumati, oltre a episodi di autoriciclaggio. Secondo la ricostruzione della Procura, V.D.P. avrebbe coordinato il gruppo. Gli inquirenti ritengono che individuasse le auto da rubare. Inoltre avrebbe impartito istruzioni agli altri componenti e gestito le fasi successive ai furti. In alcuni casi avrebbe anche smontato parti delle vetture rubate.
T.F. e S.D.C., secondo l’accusa, avrebbero partecipato materialmente ai furti. Anche T.D. avrebbe avuto un ruolo operativo nei colpi contestati. Per M.P., invece, la Procura ipotizza un ruolo di supporto tecnico. Avrebbe fornito le centraline utilizzate per intervenire sulle prese OBD delle autovetture. Avrebbe inoltre fornito indicazioni utili per la riuscita dei furti.
L’inchiesta riguarda complessivamente 23 furti di auto. Tuttavia quattordici episodi sono risultati improcedibili per mancanza di querela. La Procura ha comunque richiamato quei fatti come elementi a sostegno dell’ipotesi associativa.
Ora la parola passa alle difese. Dopo le discussioni arriverà il verdetto del gup.

