Montemiletto, la mamma di uno dei ragazzi: «Condanniamo gli errori, ma crediamo nei nostri figli»

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Un incidente che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia e che oggi lascia spazio a una riflessione destinata a far discutere e a toccare il cuore di molti genitori. Dopo il volo di circa dieci metri della Fiat Panda precipitata dal belvedere di Montemiletto con a bordo cinque quindicenni, la mamma di uno dei ragazzi coinvolti ha affidato ai social un lungo messaggio. Parole cariche di paura, rabbia e gratitudine, ma soprattutto della volontà di trasformare un dolore personale in un’occasione di confronto. La donna non cerca attenuanti. Anzi, condanna con fermezza la scelta compiuta dai ragazzi quella sera, ricordando che salire su un’auto guidata da un coetaneo senza patente è un gesto gravissimo, che avrebbe potuto avere conseguenze irreparabili.

«Non è facile essere genitori di un quindicenne», scrive all’inizio del suo messaggio, spiegando di aver deciso di raccontare questa esperienza affinché possa essere di aiuto anche ad altre famiglie. Accanto alla condanna per quanto accaduto, però, emerge anche il racconto di ciò che è successo dopo l’impatto. Nonostante la paura e le ferite, i cinque ragazzi sarebbero riusciti a uscire dall’auto, a soccorrere due amici che avevano perso conoscenza e ad aiutarsi reciprocamente fino a risalire la scarpata e raggiungere la strada. «Nessuno si è voltato dall’altra parte. Nessuno ha pensato soltanto a salvarsi», sottolinea la mamma, riconoscendo ai ragazzi il coraggio e la lucidità dimostrati in quei momenti drammatici.

Nel suo lungo sfogo trovano spazio anche le domande che ogni genitore, davanti a una vicenda simile, finisce inevitabilmente per porsi. Il dubbio di non aver fatto abbastanza, di non essere riusciti a insegnare o proteggere i propri figli come avrebbero voluto. Da qui nasce anche la riflessione più intensa del messaggio: educare non significa soltanto correggere gli errori, ma continuare a credere nei propri figli anche quando sbagliano. «Forse da questa storia ho capito che educare significa anche questo: condannare gli errori, senza smettere di credere nei nostri figli». La donna chiarisce di non voler trasformare un episodio tanto grave in una bella storia. La paura resta, così come la consapevolezza della gravità di quanto accaduto. Ma invita anche a guardare quei cinque ragazzi nella loro interezza: adolescenti che hanno commesso un errore enorme, ma che, nel momento più difficile, hanno trovato la forza di restare uniti e di non abbandonarsi a vicenda. Intanto, sul fronte sanitario, uno dei cinque ragazzi è già stato dimesso dall’ospedale, mentre gli altri quattro restano ricoverati al “Moscati” di Avellino. Fortunatamente nessuno è in pericolo di vita.

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