Lauro ricorda Nunziante Scibelli: ucciso per uno scambio d’auto, vittima innocente della camorra

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Lauro, una mattina di raccoglimento, preghiera e impegno civile, in Via Circuito ad Ima, davanti alla lapide che ricorda Nunziante Scibelli. A trentacinque anni dall’omicidio, il Vallo di Lauro si è ritrovato per onorare l’operaio di Taurano, il cui nome resta legato a una delle pagine più dolorose della storia recente dell’Irpinia.
Scibelli aveva 26 anni. Quel giorno viaggiava in auto con la moglie Francesca verso la Clinica Parco degli Ulivi di Moschiano, quando fu raggiunto dai colpi di mitra sparati da un commando del clan Graziano. I killer avevano scambiato la sua vettura per quella dei veri bersagli, due affiliati al clan Cava: a tradirlo furono il rumore del motore, il colore e la targa, simili a quelli dell’auto cercata.
La cerimonia, voluta dall’amministrazione comunale del sindaco Rossano Sergio Boglione, ha richiamato rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine. Al fianco del viceprefetto Padovano c’erano il dottor Marcello Castello, il maggiore Gianfranco Iannelli, comandante della Compagnia Carabinieri di Baiano, il commissario Gianmarco Galdo e il luogotente Senatore, alla guida della Tenenza della Guardia di Finanza di Baiano.

Molto sentita la presenza dei giovani: una delegazione dell’Istituto Comprensivo del Vallo di Lauro ha preso parte all’iniziativa, mentre gli alunni di Quindici e Marzano hanno affidato a dei messaggi il proprio pensiero per Nunziante. Come ogni anno, accanto alla lapide anche i familiari, con i fratelli Sebastiano e Vittorio. Sono intervenuti inoltre i sindaci di Quindici, Alessandro Siniscalchi, e di Moschiano, Sergio Pacia, insieme ad amministratori di Pago del Vallo di Lauro e Marzano e al consigliere di minoranza di Taurano Martino Graziano.

A guidare il momento di riflessione è stato don Luigi Vitale, parroco di Lauro, che ha parlato della necessità di «ricordare il sacrificio di un innocente». Il sacerdote ha invitato a fare memoria non solo con la presenza ma anche con la preghiera, perché, ha spiegato, il percorso di una comunità civile non si chiude mai e beni come libertà, pace e giustizia sociale vanno difesi ogni giorno. Don Luigi ha poi ricordato la morte di un uomo che si trovò, senza colpa, nel posto sbagliato nel momento sbagliato, e ha auspicato, nella luce della Pasqua, un mondo rinnovato nella verità, nella giustizia e nell’amore.

«La lotta alla camorra si fa anche con la cultura»

L’assessore comunale Ilaria Aschettino ha rivolto un pensiero ai familiari, ribadendo che non sono soli e che il ricordo di Nunziante è ancora vivo dopo tre decenni e mezzo. Ha poi sottolineato come il contrasto alla criminalità organizzata, oltre che sul lavoro di forze dell’ordine e magistratura, passi dalla diffusione della cultura della legalità, a partire dai più giovani.

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