Nuovo scontro tra Irpiniambiente S.p.A. e il Comune di Avellino. La società ha presentato un ricorso al Tar della Campania, con richiesta di sospensiva, contestando il mancato pagamento diretto di due fatture relative al conferimento dei rifiuti solidi urbani indifferenziati presso lo STIR di Pianodardine. Al centro della vicenda ci sono le determinazioni dirigenziali con cui Palazzo di Città ha disposto la liquidazione delle fatture riferite ai mesi di luglio e agosto. L’amministrazione, invece di procedere al pagamento diretto, ha optato per la compensazione delle somme, utilizzandole per coprire altre partite contabili pregresse.
La scelta del Comune arriva dopo una nota inviata lo scorso settembre, con la quale l’ente aveva proposto a Irpiniambiente una definizione bonaria delle reciproche posizioni creditorie e debitorie. Una procedura che la società ha deciso di impugnare, ritenendola il presupposto degli atti successivi. Con il ricorso, Irpiniambiente chiede l’annullamento delle determinazioni comunali, compresa quella relativa al ristoro ambientale per l’esercizio dell’impianto STIR di Pianodardine.
La società domanda inoltre che il Tar condanni il Comune al pagamento diretto delle somme ritenute dovute: oltre 300mila euro per le fatture dei mesi di luglio e agosto, ai quali si aggiungono gli interessi legali maturati. Sarà ora il Tribunale Amministrativo Regionale a pronunciarsi sulla controversia.

