Villamaina, la storia si fa arte: apre il MAV “Paolino Macchia” e debutta “Le valli e la Dea”

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Villamaina riscopre le sue radici
Villamaina riscopre le sue radici

n appuntamento che intreccia storia, arte e identità territoriale segna una nuova tappa nel percorso di valorizzazione culturale di Villamaina e dell’intera Valle d’Ansanto. Sabato 24 ottobre sarà inaugurato il MAV – Museo Archeologico Comunale “Paolino Macchia” di Villamaina, con una giornata dedicata alla riscoperta delle radici storiche del territorio e alla loro reinterpretazione attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea.

L’iniziativa, dal titolo “Le nostre radici per un futuro condiviso”, è promossa dal Comune di Villamaina, dal Museo Archeologico Comunale “Paolino Macchia” e dall’Associazione Domenico Caracciolo di Villamaina, con il sostegno della Regione Campania e del POC Campania 2021-2027, nell’ambito del programma La cultura genera futuro.

Un viaggio nella storia delle Valli d’Ansanto, attraverso un percorso che mette al centro storia, arte, territorio e persone, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra memoria collettiva e nuove prospettive culturali.

Cuore della giornata sarà la presentazione e l’apertura ufficiale, alle ore 17:20, della mostra archeoartistica di prima edizione “Le valli e la Dea. Dalle radici del passato, nuove visioni per il domani”, a cura della storica dell’arte Emanuela Conforti, con allestimento di Tina Sprintoso.

La mostra mette in dialogo il patrimonio archeologico del Museo con il linguaggio dell’arte contemporanea. La Dea, simbolo ancestrale legato alla Valle d’Ansanto, torna a parlare attraverso le opere degli artisti partecipanti, chiamati a reinterpretare la memoria storica e culturale del territorio e a trasformarla in nuove visioni espressive.

L’esposizione propone un incontro tra passato e presente, nel quale le testimonianze archeologiche e le suggestioni del paesaggio irpino diventano fonte d’ispirazione per una riflessione sull’identità dei luoghi e sul valore delle proprie radici.

Gli artisti in mostra: Alessandro Norelli, Antonio Centrella, Antonio Manganiello, Antonio Restaino, Benito Vertullo, Ciro Sarracino, Dina Pascucci, Dorotea Virtuoso, Felice Storti, Filomena Immediata, Flavio Grasso, Francesco Caloia, Francesco Roselli, Generoso Vella, Gerardo Russo, Giuseppe Amoroso De Respinis, Giuseppe Di Marino, Lella Valentino, Michele Prudente, Nicolina Giammarino, Raffaele Bertolini e Zoja Sperstad.

La giornata si articolerà in due momenti principali, pensati per coinvolgere sia le giovani generazioni sia il pubblico interessato alla scoperta del patrimonio culturale.

Il programma di sabato 24 ottobre

  • Ore 9:00 – 12:30: visita delle scolaresche, a cura dell’Associazione Domenico Caracciolo.
  • Ore 17:00 – 20:00: reading poetico e visita guidata alla mostra archeoartistica “Le valli e la Dea”.
  • Ore 17:20: presentazione e apertura ufficiale della mostra.
  • A seguire: aperitivo “Archeoartistico”, un momento di incontro tra cultura, arte e sapori del territorio.

L’iniziativa si propone come un nuovo modello di valorizzazione museale: non soltanto conservazione ed esposizione, ma un laboratorio vivo in cui territorio, memoria e comunità possano incontrarsi. Il MAV si configura così come uno spazio dedicato alla conoscenza e alla partecipazione, capace di avvicinare il pubblico alla storia locale e di promuovere nuove occasioni di dialogo tra generazioni, artisti e visitatori.

L’apertura del Museo e la mostra rappresentano un’opportunità per riscoprire il patrimonio della Valle d’Ansanto e riconoscerlo come una risorsa culturale condivisa, da custodire e trasmettere alle generazioni future.

A sintetizzare il significato del progetto è la curatrice Emanuela Conforti: «Le valli e la Dea non è solo una mostra, è un atto di restituzione. Abbiamo chiesto agli artisti di ascoltare ciò che le pietre, i reperti e i paesaggi irpini custodiscono da millenni, per trasformarlo in visione contemporanea».

Con l’inaugurazione del MAV “Paolino Macchia” e l’apertura della mostra “Le valli e la Dea”, Villamaina rinnova il legame con la propria storia e guarda al futuro attraverso la cultura, facendo delle proprie radici un patrimonio da condividere.

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