Il rappresentante del Movimento Aree Interne interviene sul futuro dell’impianto sportivo di Avellino: «È una struttura obsoleta, serve un nuovo impianto e un grande parco al suo posto nel nuovo PUC». L’occasione a Palazzo Vecchio per la sigla del patto nazionale sulla tutela boschiva.
«Lo stadio Partenio-Lombardi va costruito completamente ex novo. Non è più ipotizzabile continuare a utilizzare un impianto ormai del tutto vetusto»: è una posizione chiara e netta quella espressa da Mimmo Giugliano, del Movimento Aree Interne, sul futuro della principale struttura sportiva di Avellino. Secondo Giugliano, una nuova architettura rappresenterebbe un volano strategico e una risorsa fondamentale non soltanto per il capoluogo, ma per l’intera Irpinia. Al posto dell’attuale struttura si potrebbe invece sviluppare un grande parco pubblico, attraverso un progetto integrato all’interno del nuovo Piano Urbanistico Comunale che ridisegni da cima a fondo l’assetto e lo sviluppo cittadino.
L’intervento sulla questione stadio è arrivato a margine della presenza di Giugliano nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze, dove, in occasione dei 25 anni di FSC Italia (l’ONG che promuove la gestione forestale responsabile), si è svolta la celebrazione “Radici comuni – Un patto tra comunità e foreste”. In questo contesto è stata presentata e sottoscritta la Carta di Firenze per le Foreste, un documento programmatico volto a rinnovare la tutela, la gestione e il valore strategico del patrimonio boschivo italiano.
Un’adesione che ribadisce l’attenzione del Movimento Aree Interne sui temi del territorio, come confermato dallo stesso Giugliano: «La nostra Associazione mantiene costante la guardia sulle problematiche delle zone interne. Questo testo guarda al futuro e traccia impegni precisi per tutti gli attori sociali, ponendosi come una piattaforma viva di cooperazione nazionale capace di convertire i principi ideali in impegni concreti. La Carta impegna le istituzioni pubbliche e territoriali a integrare il riconoscimento dei benefici ecosistemici forestali nei propri strumenti di pianificazione e ad adottare criteri di sostenibilità e tracciabilità certificata nelle politiche di acquisto, promuovendo al contempo un rapporto sempre più stretto tra aree urbane e territori forestali di riferimento».

