Ci sono momenti in cui la vita resta appesa a un filo. Attimi in cui tutto dipende dalla rapidità delle cure, dalla preparazione e dalla determinazione di chi ogni giorno sceglie di prendersi cura degli altri. È quanto accaduto a un paziente dell’ospedale Sacro Cuore di Gesù Fatebenefratelli di Benevento, che ha voluto raccontare la propria esperienza e rivolgere un messaggio di gratitudine ai medici, agli infermieri e a tutto il personale del Pronto Soccorso che gli ha salvato la vita.
«Per me quel momento è arrivato alle 8.50 del 5 agosto, quando sono arrivato al Pronto Soccorso dell’ospedale di viale Principe di Napoli con un forte dolore al petto», racconta il paziente. La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente: gli esami, il monitoraggio e le prime cure hanno permesso ai sanitari di individuare la causa del malore. La diagnosi è stata drammatica: un infarto in corso. Poco dopo, il paziente ha perso conoscenza. Secondo quanto gli è stato riferito successivamente, è andato incontro a un arresto cardiaco durato oltre dieci minuti. Un tempo interminabile durante il quale la sua vita è stata affidata completamente alla squadra sanitaria che lo stava assistendo.
«Dieci minuti durante i quali il mio cuore aveva smesso di battere e la mia vita era nelle vostre mani», scrive nella sua lettera. Il paziente ha voluto ringraziare gli operatori non solo per la competenza professionale, ma anche per la determinazione dimostrata in quei momenti difficili. «So bene che in un’emergenza così grave non bastano la buona volontà e il desiderio di aiutare. Servono preparazione, esperienza, lucidità e capacità di lavorare insieme. Ma serve anche qualcosa che nessun manuale può insegnare: non arrendersi mai davanti a una persona che sta lottando per vivere».
Un ringraziamento rivolto a tutti i medici, infermieri e operatori del Pronto Soccorso del Fatebenefratelli di Benevento. «La mia vita era nelle vostre mani e voi avete lottato perché potessi riaverla». Il paziente ha ricordato anche il valore umano del lavoro svolto ogni giorno dal personale sanitario, spesso chiamato ad affrontare situazioni difficili e cariche di responsabilità. «Forse non sempre ricevete il riconoscimento che meritate – scrive – ma voglio che sappiate che quanto avete fatto resterà per sempre dentro di me».
Una gratitudine condivisa anche dalla famiglia, che oggi può tornare a vivere accanto a lui momenti di serenità. «Quando si salva una persona – sottolinea – non si restituisce soltanto un futuro a lei, ma anche speranza e felicità a tutte le persone che le vogliono bene». Il messaggio finale è un ringraziamento profondo rivolto a chi, in quei minuti decisivi, non ha smesso di combattere: «Se oggi posso raccontare questa esperienza, stringere ancora i miei cari e guardare avanti, è anche grazie a voi. Grazie per la vostra professionalità, per il vostro coraggio e soprattutto per non esservi arresi».

