Letteratura e danza all’Archivio di Stato di Avellino: in primo piano il volume “Napoli romantica” di Edmondo Cione

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Letteratura e danza all’Archivio di Stato di Avellino: in primo piano il volume “Napoli romantica” di Edmondo Cione

L’Archivio di Stato di Avellino si prepara a un nuovo appuntamento culturale di grande spessore, aprendo le sue porte in via straordinaria sabato 3 ottobre 2026, dalle ore 9:00 alle ore 13:00.

Alle ore 10:00, l’incontro si aprirà con i saluti istituzionali e l’introduzione di Lorenzo Terzi, direttore dell’Archivio. Al centro della mattinata vi sarà la presentazione del libro “Napoli romantica. 1830-1848” scritto da Edmondo Cione. All’evento interverranno Domenico Ciruzzi, avvocato e già presidente del Premio Napoli, ed Emilia Cione, figlia dell’autore e curatrice della riedizione del volume. A impreziosire la cornice della presentazione seguirà una performance del gruppo di ballo “Danzando nel tempo”, guidato dal Maestro Rosario Forestiere.

Il volume e la figura di Edmondo Cione

Edmondo Cione (1908-1965) è stato una figura complessa e poliedrica del panorama italiano del Novecento: storico della filosofia, critico letterario, politico e accademico. Allievo e successivamente oppositore di Benedetto Croce, Cione visse una parabola politica articolata — dall’iniziale avversione al fascismo all’adesione alla Repubblica Sociale Italiana, per poi rientrare nell’alveo dell’insegnamento universitario e scolastico a Napoli e militarono in diverse forze politiche, dall’Uomo Qualunque al Movimento Sociale Italiano, fino alla Democrazia Cristiana. Accanto alla politica e alla filosofia, non ha mai smesso di dedicarsi alla scrittura e alla saggistica storico-politica.

Il libro “Napoli romantica”, pubblicato per la prima volta nel 1942, più volte rimaneggiato dall’autore e ripubblicato nel 2019 a cura di Emilia Cione, descrive con intensità e profondità culturale la crisi vissuta da Napoli tra il 1830 e il 1848. L’opera fotografa lo scontro tra il tentativo di rilancio della monarchia borbonica operato da Ferdinando II e le spinte liberali e nazionali della cultura romantica, culminate nei drammatici moti rivoluzionari del 1848.

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