Ad Avellino, il 26enne Paolo Piccolo, trasferito nel carcere di Bellizzi Irpino da quello di Frosinone, è stato vittima di un brutale pestaggio nell’autunno del 2024. A distanza di un anno dall’aggressione, la sua morte avvenuta dopo il ricovero ha riacceso l’attenzione sul sistema carcerario irpino.
Samuele Ciambriello, Garante dei detenuti della Campania, parla di “muro di silenzio, paura e omertà” all’interno dell’istituto penitenziario di Bellizzi Irpino. Egli solleva interrogativi su quante guardie fossero in servizio la notte e come sia stato possibile che i detenuti abbiano raggiunto la cella di Paolo dopo aver aperto più cancelli.
Il legale della famiglia, l’avvocato Costantino Cardiello, annuncia verifiche sulle procedure e sulle condizioni dell’istituto, tra carenza di personale e presunte “disfunzioni” che avrebbero favorito la tragedia. La richiesta è chiara: lo Stato deve dare un segnale concreto alla famiglia di Paolo, garantendo che episodi simili non si ripetano.

