Si è spenta all’età di 87 anni a Nemours, nei pressi di Parigi, Claudia Cardinale, celebre icona del cinema internazionale. A dare la notizia, nelle ore serali, è stato il suo agente: l’attrice era malata da tempo. Con la sua scomparsa, il mondo dello spettacolo perde una delle ultime grandi dive del Novecento, vincitrice di tre David di Donatello, tre Nastri d’Argento, oltre al Leone d’Oro alla carriera della Mostra di Venezia del 1993 e al David alla carriera del 1997.
Tra le tantissime testimonianze che le sono state dedicate, spicca quella dell’Irpinia, regione che Cardinale aveva imparato ad amare durante le riprese del film “L’Ultima Fermata”, diretto dall’irlandese (irpino) Gianbattista Assanti. Il progetto era ambientato lungo la tratta ferroviaria Avellino–Rocchetta Sant’Antonio, e in quella pellicola l’attrice interpretava Rosa, una sarta che custodiva un segreto profondo. È stato proprio grazie a questa sua partecipazione, secondo alcune voci locali, che si attribuisce un rilievo simbolico alla riapertura della ferrovia: un gesto che, idealmente, ricollega la diva alla comunità della “terra dell’osso” e al ruolo sociale dei piccoli centri attraversati dal treno.
Nei giorni successivi alla notizia, non sono mancate azioni simboliche per rendere omaggio alla Cardinale: alcune locomotive hanno portato scritte che sottolineano come “decisivo fu il suo contributo alla riapertura dell’Avellino–Rocchetta con la partecipazione al film ‘L’Ultima Fermata’”. È un segno concreto, spiegano i promotori, che manifesta la gratitudine e la memoria collettiva di chi considera ancora oggi quell’evento cinematografico un punto di orgoglio locale.
Tra le parole che più spesso rimbalzano nei comunicati e nei discorsi degli amministratori e degli appassionati, emerge una costante: l’Irpinia “non ti dimentica”. Un’affermazione sentita, che si fa ponte tra memoria e identità. In tanti sottolineano come Claudia Cardinale non fosse semplicemente un’attrice di fama internazionale, bensì un legame vero con quella terra, raccontata e vissuta con rispetto.
In definitiva, l’ultimo viaggio – ideale e concreto – dell’attrice straordinaria approda in Irpinia: una terra che la scrittura del film ha trasformato in palcoscenico e in casa affettiva. E sono proprio queste radici, questo ricordo condiviso, che rendono l’addio meno silenzioso e più pieno di eco.

