Avellino, il Centro Sociale “Samantha Della Porta” divide il Consiglio

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Avellino, il futuro del Centro Sociale “Samantha Della Porta” divide il Consiglio Comunale. L’amministrazione intende concedere la struttura alla Motorizzazione Civile, ma è stato il sopralluogo congiunto di questa mattina, tra la III Commissione (Patrimonio) e la IV Commissione (Lavori Pubblici), a mettere in evidenza criticità e divergenze. A guidare le due commissioni sono rispettivamente Mario Spiniello (minoranza, gruppo “Davvero”) e Francesco Iandolo (maggioranza, “Avellino Città Pubblica”). I consiglieri hanno visitato i locali per verificarne lo stato, ma il clima è rimasto teso, con le due parti che hanno ribadito posizioni opposte.

La posizione della minoranza
Spiniello ha chiarito che l’opposizione non è contraria alla Motorizzazione Civile in sé, ma alla scelta di localizzarla a scapito del Centro Sociale. «Riconosciamo l’importanza strategica di questo servizio per il territorio, ma ad Avellino esistono altri locali di proprietà dello stesso ministero che potrebbero essere valorizzati, senza sacrificare un punto di riferimento vitale», ha dichiarato.
Il presidente della III Commissione ha poi richiamato i numeri dell’operazione: il quadro economico complessivo ammonta a 1.450.000 euro. «Il Centro è in perfetto stato», ha sostenuto, ricordando gli interventi di efficientamento energetico e manutenzione realizzati dalla Giunta Festa nel 2023. «L’unico punto disagiato è l’auditorium. Per quale motivo si deve effettuare una spesa così ingente se non per adattare il bene alle finalità della Motorizzazione?».
Il nodo più delicato resta la durata del comodato d’uso gratuito, fissata in vent’anni. «Nel 2046, come ci verrà restituito questo bene?», si è chiesto Spiniello. «La delibera parla di uso esclusivo. Sparirà la scritta del Centro Sociale e ci sarà quella della Motorizzazione. La cittadinanza verrà privata di uno spazio aggregativo fondamentale, senza garanzie sulle spese di ripristino strutturale».
La minoranza ha ipotizzato soluzioni alternative, come lo scorporo dei costi e l’applicazione di un canone di locazione congruo, per evitare il rischio di un possibile “danno erariale” derivante dalla cessione gratuita di un bene pubblico. Spiniello ha infine richiamato il progetto ITS, di cui il Comune è socio, che prevedeva un finanziamento di 500.000 euro: «Dando il bene alla Motorizzazione, il Comune rischia di non intercettare più finanziamenti che potrebbero riguardare lo stesso centro». Per valutare documenti non disponibili durante la visita, le commissioni si sono aggiornate a mercoledì 4.

La replica della maggioranza
Di diverso avviso Iandolo, presidente della IV Commissione, che ha difeso la linea dell’amministrazione. «La disponibilità ad aprire la struttura e a mostrarla di persona significa che l’amministrazione non ha nulla da nascondere, anzi rivendica la scelta fatta», ha affermato. Per la maggioranza non si toglie un presidio sociale, ma si gestisce il patrimonio per ospitare un servizio «essenziale» per i cittadini di Avellino e della provincia.
Iandolo ha contestato anche la valutazione sullo stato dell’immobile: «L’edificio è stato migliorato nel tempo, ma ci sono altri problemi di infiltrazione che non vengono considerati da chi usa la questione come strumento politico. Non parliamo di una semplice sistemazione, ma di rimettere a nuovo una struttura».
Sul destino del centro, il consigliere ha assicurato che l’auditorium resterà a disposizione della città grazie a una convenzione con la Motorizzazione, che dovrà subentrare nella gestione come richiesto dal Consiglio comunale. Respinta l’accusa di “regalare” il patrimonio: «Gli enti dello Stato hanno il dovere di dialogare in base a una valutazione complessiva. Non stiamo vendendo né regalando a un privato». Iandolo ha paragonato l’operazione al progetto ITS Ermete, di cui il Comune avrebbe goduto in modo esclusivo.
Infine, l’affondo politico: «Negli ultimi sette anni, chi oggi rivendica la centralità del centro avrebbe potuto aprirlo e farlo funzionare. Se la struttura è ridotta in questo stato, dipende anche da una scarsa idea della sua funzione, nei fatti pressoché inesistente».

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