Caro carburante, l’Irpinia si ferma

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Camion in strada, traffico rallentato e automobilisti esasperati. È una giornata difficile lungo la SS7 e nell’area del casello di Avellino Est, dove gli autotrasportatori hanno avviato una protesta contro il caro carburante. Il presidio rientra nella mobilitazione che da giorni interessa diverse regioni del Sud Italia.

I mezzi pesanti occupano la prima carreggiata in prossimità dello svincolo. La circolazione procede con forti rallentamenti. Le code aumentano con il passare delle ore e i tempi di percorrenza si allungano notevolmente. Molti automobilisti restano bloccati nel traffico per lunghi periodi.

La protesta nasce dall’aumento dei costi che gravano sul settore dell’autotrasporto. Gli operatori denunciano spese sempre più elevate, a partire dal prezzo del gasolio. A queste si aggiungono i costi di manutenzione, assicurazione e pedaggi.

Dietro i clacson e le file interminabili ci sono due esigenze che si scontrano. Da un lato gli autotrasportatori chiedono interventi urgenti per difendere il proprio lavoro. Dall’altro migliaia di cittadini devono affrontare ritardi, disagi e difficoltà negli spostamenti quotidiani.

Le conseguenze della mobilitazione non si fermano alla viabilità. In tutta l’area avellinese si registrano lunghe file ai distributori di carburante. Molti cittadini stanno facendo rifornimento per timore di rimanere senza benzina o gasolio. In alcuni impianti le scorte iniziano a ridursi sensibilmente. Situazioni simili si sono già verificate in altre zone del Mezzogiorno coinvolte dalla protesta.

L’effetto domino riguarda anche la grande distribuzione. In molti supermercati si nota una maggiore affluenza. Diverse famiglie stanno anticipando gli acquisti per paura di ritardi nelle consegne delle merci.

Le preoccupazioni aumentano soprattutto per i prodotti freschi. In alcune aree del Sud già coinvolte dalla protesta si sono registrate difficoltà negli approvvigionamenti e una riduzione delle forniture sugli scaffali.

La situazione viene seguita con attenzione anche dalle istituzioni. Intanto la categoria attende un confronto con il Governo per discutere possibili misure di sostegno al settore dell’autotrasporto.

Ad Avellino, però, il problema è già concreto. Chi protesta rivendica il diritto di continuare a lavorare in condizioni sostenibili. Chi è rimasto imbottigliato nel traffico chiede invece il ritorno alla normalità. Nel mezzo ci sono le famiglie, i pendolari e le attività commerciali, costretti a fare i conti con una giornata di forte tensione e incertezza.

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