
Hanno attraversato il Mediterraneo trasportate dai venti che hanno tinto di sabbia il cielo della Campania a metà agosto: sono le piccole zanzare del genere Culicoides, vettori del virus Shamonda, che nelle ultime settimane sono finite al centro dell’attenzione del comparto zootecnico regionale. La buona notizia, ribadita con forza nel corso del vertice d’emergenza, è che la situazione è sotto controllo e non esiste alcun rischio di contagio per l’uomo.
Per fare il punto sulla situazione e blindare le stalle, Coldiretti Campania ha preso parte a un incontro istituzionale ospitato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (IZSM), alla presenza del direttore Pino Iovane e dell’assessore regionale all’Agricoltura Maria Carmela Serluca.
Il virus e l’impatto sugli allevamenti
A spiegare i contorni della vicenda è il presidente di Coldiretti Campania, Ettore Bellelli: «Sono arrivate direttive importanti per gli allevatori interessati dal virus, che ribadiamo non contagia gli esseri umani. È essenziale mantenere un monitoraggio attento nelle aziende e collaborare strettamente con i servizi veterinari». Nelle bufale colpite dall’infezione, l’impatto si traduce in una perdita temporanea della produzione di latte fino al 20%, un calo destinato però a rientrare con il graduale ritorno ai livelli normali.
Le regole per gli allevatori: cosa fare nelle stalle
Per arginare la diffusione del virus e individuare subito i sintomi, l’Istituto Zooprofilattico e la Regione hanno stilato un vademecum operativo mirato:
- Segnalazione immediata: Contatta subito il medico veterinario se noti febbre, calo drastico della produzione di latte, diarrea, scolo nasale, aborti o malformazioni congenite.
- Monitoraggio ferreo: Annota con precisione la data d’inizio dei sintomi, la temperatura degli animali, i capi coinvolti e l’andamento della produzione lattea.
- Gestione ambientale e disinfestazione: Riduci al minimo l’esposizione ai Culicoides curando la pulizia delle lettiere, eliminando i ristagni d’acqua e usando esclusivamente prodotti autorizzati.
- Stop agli spostamenti: In via del tutto prudenziale, congela la movimentazione degli animali che mostrano sintomi in attesa del responso veterinario.
Le linee guida scientifiche per i veterinari
Il documento tecnico dell’IZSM traccia la rotta anche per i professionisti della salute animale:
- Diagnosi differenziale: Il virus Shamonda (SHAV) va inserito tra le ipotesi, evitando di attribuirgli automaticamente ogni segno clinico o aborto senza aver prima escluso altre patologie obbligatorie.
- Test di laboratorio: L’accertamento avviene tramite diagnosi molecolare in Real Time RT-PCR, da effettuare preferibilmente nella fase clinica acuta concordando i campionamenti con ASL e IZSM.
- La via di trasmissione: Il contagio avviene tramite i vettori Culicoides. Non ci sono prove di trasmissione diretta tra capi, se non quella verticale (dalla madre al feto).
