“Ora basta”: la frana di Montevergine diventa un caso politico, attività al collasso.

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La pazienza è finita. A sei mesi dalla frana che ha squarciato la strada provinciale per il Santuario di Montevergine, il sindaco di Ospedaletto d’Alpinolo, Luigi Marciano, lancia un ultimatum istituzionale. La chiusura di un’arteria così vitale non è più solo un problema logistico, ma una vera e propria emergenza economica per l’intero hinterland avellinese.

Il primo cittadino ha annunciato di aver richiesto un incontro urgente con le figure chiave della gestione territoriale e religiosa: l’Abate di Montevergine, Don Riccardo Guariglia, e il sindaco di Mercogliano, Vittorio D’Alessio. L’obiettivo è chiaro: smettere di procedere in ordine sparso e intraprendere azioni congiunte per sbloccare un cantiere che sembra essersi fermato nel tempo.

La rabbia dei residenti e dei turisti ha trovato sfogo sui social network. Sono diventati virali, infatti, diversi video che mostrano lo stato della frana: immagini che documentano l’immobilità dei lavori e le peripezie di chi tenta comunque di raggiungere il Santuario attraverso sentieri naturalistici o percorsi alternativi.

Attualmente, per arrivare ai piedi della Madonna Schiavona, le opzioni sono limitate:

  • La funicolare (per chi parte da Mercogliano);
  • sentieri a piedi;
  • La lunga deviazione per Pietrastornina.

Tuttavia, il cuore dell’economia locale — ristoratori, venditori di prodotti tipici e attività legate al flusso dei pellegrini — ruotava attorno al passaggio sulla provinciale. Senza quella strada, gli incassi sono crollati.

“Non possiamo più attendere”, incalza Marciano nella sua nota. Il sindaco ha già predisposto una lettera aperta e porterà la questione nel prossimo Consiglio Comunale per definire le azioni legali e amministrative da intraprendere. “I commercianti sono al collasso. Siamo una comunità ferita che ha il diritto di ricevere risposte certe e tempi rapidi. Ora basta”.

L’isolamento di uno dei simboli religiosi e turistici più importanti della Campania rischia di lasciare cicatrici profonde sul tessuto sociale di Ospedaletto e dei comuni limitrofi, proprio mentre si attende l’alta stagione dei pellegrinaggi.

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