Uno spettacolo celeste raro e mozzafiato ha illuminato il cielo sopra Montevergine nella notte tra l’11 e il 12 novembre. Tra le 04:30 e le 05:00, gli strumenti dell’Osservatorio di Montevergine hanno immortalato un fenomeno straordinario: archi aurorali rossi, noti nel linguaggio della meteorologia spaziale come SAR (Stable Auroral Red Arcs), legati alla tempesta geomagnetica che ha attraversato la Terra.
Il chiarore rosso, visibile a occhio nudo anche da alcune zone dell’Irpinia, ha regalato un’emozione unica agli appassionati di astronomia. Le immagini diffuse sui canali social dell’osservatorio mostrano il cielo avellinese tinto di sfumature rosse e violacee, un evento che richiama le aurore boreali solitamente osservabili solo alle alte latitudini.
Ma di cosa si tratta esattamente? Gli archi aurorali rossi si formano a grandi altezze, tra i 300 e i 500 chilometri sopra la superficie terrestre, quando particelle cariche provenienti dal vento solare entrano in contatto con l’atmosfera terrestre, in particolare con gli atomi di ossigeno presenti negli strati più alti. L’interazione genera emissioni luminose di colore rosso, meno comuni rispetto ai classici toni verdi o azzurri delle aurore.
Questa manifestazione, più stabile e definita rispetto alle aurore tradizionali, è considerata una delle più rare forme di attività aurorale visibili alle nostre latitudini. Il fenomeno di Montevergine è stato reso possibile grazie all’intensa attività solare degli ultimi giorni, che ha prodotto una forte tempesta geomagnetica, spingendo le aurore fino all’Italia meridionale.
Un evento eccezionale, dunque, che unisce scienza e meraviglia: il cielo irpino si è trasformato per qualche minuto in un palcoscenico cosmico, regalando uno spettacolo di luce e colore difficilmente dimenticabile.


