Nella giornata odierna Avellino piange la scomparsa del dottor Angelo Fotino, storico ematologo dell’Azienda Ospedaliera San Giuseppe Moscati, spentosi all’età di 71 anni. Appena in quiescenza, dopo una lunga carriera iniziata negli anni Ottanta, Fotino ha dedicato tutta la sua vita professionale al servizio di pazienti, colleghi e all’evoluzione della disciplina che ha contribuito a far crescere nel territorio.
La Direzione Generale dell’ospedale, con parole cariche di commozione, ricorda un uomo che fu capace di “coniugare rigore scientifico e grande umanità”. Attraverso il suo lavoro, ha lasciato tracce importanti nel reparto di Ematologia, non solo come medico ma come punto di riferimento morale.
Fotino ha esercitato con passione fino a pochi anni fa: benché in pensione da poco, restava una figura presente, rispettata, non soltanto per le competenze cliniche ma anche per la delicatezza nei rapporti con i pazienti. I colleghi lo descrivono come un professionista che non trascurava mai il lato umano della cura, che ascoltava, che metteva al centro la dignità della persona.
Alla moglie Marilena Sepe, che ricopriva il ruolo di coordinatrice infermieristica, ai figli e a tutti i famigliari di Fotino vanno le più sentite condoglianze da tutti gli operatori del Moscati. Il dolore è diffuso tra il personale sanitario, chi lo ha conosciuto da vicino, chi ha potuto apprezzare le sue doti nei momenti più difficili, nei casi più complessi.
La sua figura emerge come un esempio: per dedizione alla professione, competenza tecnica e senso di responsabilità verso i pazienti; ma anche per quella delicatezza che fa bene non solo alla salute fisica, ma all’animo, in corsia. È stato medico primario, guida per molti giovani colleghi, esempio di equilibrio tra scienza e compassione.
Il ricordo che rimane è quello di un uomo e professionista che non ha misurato il proprio impegno, che ha saputo rimanere vicino anche nei momenti difficili, che ha portato avanti il suo lavoro con passione. Avellino perde una personalità che ha contribuito non solo alla salute ma anche al tessuto umano della comunità ospedaliera.
In conclusione, la scomparsa del dottor Angelo Fotino lascia un segno indelebile: la sua vita professionale, il modo in cui ha curato, la sua umanità restano come eredità morale per chiunque lavora in sanità e per chi crede che la cura non sia solo cura del corpo ma anche riconoscimento, empatia, rispetto. L’Azienda Ospedaliera Moscati, i colleghi, i pazienti stringono un pensiero di gratitudine e affetto per un medico che non verrà dimenticato.


